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Dipinto di Olmedo Mezzoli
ARARNO0266275

Dipinto di Olmedo Mezzoli

Diana

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Dipinto di Olmedo Mezzoli

Diana

Olio su faesite. Firmato in basso a destra. Al retro etichetta dell'artista con il titolo. Ritratto di volto femminile che reca in fronte una mezzaluna, riconducendo alla divinità mitologica Diana, dea della caccia e rappresentazione della luna. La produzione di Olmedo Mezzoli vuole riproporre le figure del mondo classico in chiave moderna. Opera in cornice.

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Bozzetto di Francesco Paolo Michetti
ARAROT0265150

Bozzetto di Francesco Paolo Michetti

Studio per Vegetazione

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Bozzetto di Francesco Paolo Michetti

Studio per Vegetazione

Matita su carta. Firmato in basso a destra. Il Michetti, originario dell'Abruzzo, studiò pittura all'Accademia di Belle Arti di Napoli, ove formò il suo stile realistico e naturalistico. Ma l'Abruzzo rurale, con la sua natura ancora incontaminata, fu sempre la sua fonte di ispirazione principale. Qui è presentato un piccolo studio di vegetazione campestre. In cornice.

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Dipinto Interno di Osteria
ARARPI0264983

Dipinto Interno di Osteria

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Dipinto Interno di Osteria

Olio su tela. Scuola fiamminga di inizio XIX secolo. La scena, collocata all'interno dell'ambiente misero e spartano di un'osteria, presenta due giocatori di carte che usano una botte come piano di appoggio, osservati da altri due, mentre bevono il oloro boccale di vino e fumano. L' oste, di spalle a destra, sta uscendo dalla stanza. La scena risulta vivace e divertente, con personaggi piuttosto macchiettistici. In prima tela, il dipinto è presentato in cornice dorata di fine '800.

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Dipinto Paesaggio con Cavalieri e Rovine
ARARPI0264749

Dipinto Paesaggio con Cavalieri e Rovine

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Dipinto Paesaggio con Cavalieri e Rovine

Olio su tela. Scuola nord-italiana di fine'700-inizio '800. Nell' ampio paesaggio, che lascia spaziare lo sguardo su una vasta piana con colline sfumate che si profilano all'orizzonte, è inserita sulla destra una rovina architettonica in pietra, mentre sulla sinistra un ponte, altrettanto vecchio e diroccato, scavalca il fiume. Numerose figure di viandanti, a piedi o a cavallo, riempiono la scena. Il dipinto, ancora in prima tela, è presentato in cornice dorata di inizio '900.

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Dipinto Paesaggio con Pastorella e Pecore
ARARPI0264745

Dipinto Paesaggio con Pastorella e Pecore

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Dipinto Paesaggio con Pastorella e Pecore

Olio su tela. Scuola centro-europea della fine del '700. Il grande dipinto propone un paesaggio rurale, con un'abitazione contadina sulla sinistra, la pastorella in primo piano a sinistra che guarda il suo gregge di pecore all'abbeverata nel vicino torrente. L'atmosfera dai colori smorzati e le luci soffuse, con nuvole rosate nel cielo, rimanda ad un crepuscolo quieto e tranquillo. In prima tela, il dipinto è presentato in cornice coeva ridorata.

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Dipinto di Achille Zo
ARAROT0266486

Dipinto di Achille Zo

Ritratto Femminile

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Dipinto di Achille Zo

Ritratto Femminile

Olio su tela. Firmato a destra, a metà tela. E' il ritratto di una donna che porta il lutto, una giovane vedova, come si desume, non solo dall'abito nero, ma piuttosto dal copricapo e soprattutto dal cammeo con un ritratto maschile, che porta appeso al collo. Achille Zo fu un artista francese (di Bayonne, paese dei Pirenei che subì l'influenza culturale dei Paesi baschi) , che pur avendo soggiornato ripetutamente a Parigi e Bordeaux, ove si formò artisticamente, fece poi diversi viaggi in Spagna, sia a Madrid (nel 1856) che in Andalusia (1860) , producendo per diversi anni opere a soggetto storico o scene di genere spagnole. Alla fine degli anni '60, si volse invece all'orientalismo. Diversi anche i ritratti nella sua produzione. Il dipinto qui proposto, in prima tela, è presentato in bella cornice coeva della seconda metà del XIX secolo.

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Dipinto Scena Biblica
ARARPI0264522

Dipinto Scena Biblica

Davide che suona l'Arpa

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Dipinto Scena Biblica

Davide che suona l'Arpa

Olio su tela. Scuola nord- italiana del XVII secolo. La scena raffigura l'episodio biblico tratto dal Primo libro di Samuele che così racconta :"Ora quando il cattivo spirito permesso da Dio investiva Saul, Davide prendeva l'arpa e si metteva a suonare; Saul si sentiva sollevato, stava meglio, e il cattivo spirito se ne andava da lui." Nel dipinto le figure risultano possenti e vigorose, sia il re Saul come le guardie che lo trattengono, raffigurate in un intreccio di figure che occupa tutta la parte sinistra della scena; sulla destra invece sta Davide, che seppur giovane e semplice pastore, sie ne sta calmo davanti al re furioso, suonando il suo strumento con dignità e fermezza. Sullo sfondo a destra , in un corridoio del palazzo, assistono alla cena sgomenti i sacerdoti e i consiglieri del re. Sulla cornice del dipinto è posta una targhetta attributiva a Bernardo Strozzi. Il dipinto restaurato e ritelato a metà '900, è posta in cornice dorata in stile.

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Dipinto Stendardo da Processione
ARARNO0264520

Dipinto Stendardo da Processione

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Dipinto Stendardo da Processione

Dipinto su tela. A differenza della maggior parte degli stendardi coevi, questo è dipinto a mano e non stampato su tela. La scena è divisa in tre parti, racchiuse entro una cornice dipinta a motivi floreali e separate dal disegno di colonnine. Al centro sono raffigurati la Madonna con Gesù in trono, ai lati due angeli con sembianze di fanciulle. Il dipinto è poi incorniciato da una passamaneria.

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Dipinto Il Suicidio di Porzia
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Dipinto Il Suicidio di Porzia

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Dipinto Il Suicidio di Porzia

Olio su tela. La donna rappresentata nella scena è riconducibile a Porzia, la nobildonna romana moglie di Bruto, vissuta quindi nel I secolo a.C.: secondo la leggenda ella si suicidò inghiottendo un carbone ardente, ed è in tale fatale momento che è qui raffigurata. Il dipinto è molto vicino ai modi pittorici dell' omonimo dipinto della scuola del Cignani, attribuito al suo allievo Marcantonio Franceschini e conservato presso Palazzo Tozzoni ad Imola. La figura di Porzia, collocata in un interno con elementi classici, occupa tutto il campo della scena, ed è rappresentata seduta davanti al braciere ardente, nell'atto di mettersi in bocca il carbone; la sua espressione rivela la sofferenza del gesto che sta compiendo, ma anche la sua determinazione, lo sguardo che guarda lontano già la colloca lontana dalla vita che sta lasciando. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice antica del XVIII secolo.

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Dipinto di Michiel Caree
ARARPI0262367

Dipinto di Michiel Caree

Paesaggio con Pastori ed Armenti

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Dipinto di Michiel Caree

Paesaggio con Pastori ed Armenti

Olio su tela. Firmato in basso a destra. In uno splendido paesaggio classico, con colline verdeggianti che si affacciano su un corso d'acqua, ruscello in primo piano che diventa poi un ampio fiume in lontananza, sono inseriti le figure di un pastore ed una pastorella che portano il loro gregge all'abbeverata. Le scene pastorali di questo tipico hanno caratterizzato la produzione dell'artista olandese Michiel Carree, che fu pittore di corte del re di Prussia nei primi decenni del XVIII secolo. Il dipinto, in prima tela, è presentato in cornice dorata coeva, in legno intagliato e dorato.

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Dipinto Cleopatra scioglie una Perla in una Coppa di Aceto
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Dipinto Cleopatra scioglie una Perla in una Coppa di Aceto

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Dipinto Cleopatra scioglie una Perla in una Coppa di Aceto

Olio su tela. Scuola romana della seconda metà del XVII secolo. La scena racconta un episodio della storia d'amore tra la regina d'Egitto e il triumviro romano Antonio: Cleopatra, per dimostrare la sua ricchezza e sedurre il bel generale, allestisce un sontuosissimo banchetto, durante il quale sceglie una perla di inestimabile valore e la scioglie nell'aceto, offrendo poi la bevanda, considerata un potente afrodisiaco, ad Antonio. Nel dipinto la regina si sta accingendo a mettere la perla nella coppa: particolare è il nastro cui è legata la perla, che ricorda quello del dipinto omonimo di Carlo Maratta (1625 -1713). Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice lignea di fine '800.

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Ugo Vittore Bartolini (1906-1975)
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Ugo Vittore Bartolini (1906-1975)

Auronzo di Cadore

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Ugo Vittore Bartolini (1906-1975)

Auronzo di Cadore

Olio su tela, 1954. Firmato e datato in basso a dx . Al verso ulteriore firma e titolo. In cornice dorata coeva

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Dipinto di Scena con Filatrice 1876
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Dipinto di Scena con Filatrice 1876

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Dipinto di Scena con Filatrice 1876

Olio su tela, applicata a tavola. Scuola francese. Firmato F. Barthélemy e datato 1876 in basso a sinistra. La scena è di gusto e ambientazione orientaleggiante, e suggerisce l'educazione, domestica e intellettuale, di una giovinetta (si impone il richiamo seppur laico all'Educazione della Vergine!): una fanciulla, in piedi al centro della scena, mentre è intenta ad un lavoro di ricamo ascolta l'insegnamento della madre, che tiene tra le mani dei fogli scritti; la donna anziana è vestita in abito orientale e adagiata su un triclinio, mentre, alle sue spalle, una serva scosta la tenda, lasciando apparire lo sfondo di un imponente tempio classicheggiante. La scena è caratterizzata da particolari dell'ambientazione curati e ricchi di dettagli, come nel mazzo di fiori sul tavolo da ricamo, nel tessuto che ricopre il triclinio su cui è adagiata la madre; l'atmosfera intima e domestica è sottolineata dai colori di terra delle mura del palazzo, su cui spiccano le tinte vivaci delle figure, ben illuminate dalla luce erompente dall' esterno. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Gruppo di Antichi Libretti Figurati Giapponesi
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Gruppo di Antichi Libretti Figurati Giapponesi

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Gruppo di Antichi Libretti Figurati Giapponesi

Composti da fogli xilografati, cuciti insieme e in parte colorati, con figure e testi abbinati. Il gruppo è composto da 23 libretti, dei quali due in tre copie ed uno in quattro copie; un'altra coppia presenta stessa copertina ma contenuti differenti. I libretti si possono considerare come "manga" del XIX secolo: la parola "manga" ancor oggi può designare tante produzioni diverse, come vignette singole, disegni sparsi, illustrazioni più elaborate, strisce a fumetti, albi a fumetti, nonché disegni animati. Partendo quindi dall'assunto che non esiste una “forma manga” ma diversi modi di concepire oggetti e forme grafiche tutti denominabili con tale parola, il termine manga si può attestare nell'uso letterario e saggistico in Giappone già nel XVIII secolo per indicare, come detto sopra, disegni e bozzetti. Ma è dalla prima metà dell'Ottocento che si afferma, grazie alla progressiva pubblicazione, a partire dal 1814, dei 15 volumi di illustrazioni, studî, divertimenti grafici e dettagliate stampe bicromatiche di Katsushika Hokusai. Se invece si vuole dare alla parola il significato più specifico di “storie disegnate in sequenza”, l'esordio allora va collocato alla seconda metà del XIX secolo, analogamente a come avvenuto in Europa e negli Stati Uniti per i fumetti. I libretti si presentano in buone condizioni.

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Louis Dorigny attribuibile a
SELECTED
SELECTED
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Louis Dorigny attribuibile a

Erminia tra i Pastori

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Louis Dorigny attribuibile a

Erminia tra i Pastori

Olio su tela. La grande tela racconta un episodio tratto dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, in cui la giovane Erminia, principessa d'Antiochia segretamente innamorata di Tancredi, assiste al ferimento in duello dell'amato. Spinta dall'amore indossa quindi le armi della guerriera Clorinda, sua intima amica, e di notte esce per raggiungere l'amato Tancredi e curarlo. Ma al campo cristiano un raggio di luce lunare la illumina e, scambiata per Clorinda dalle sentinelle, è costretta ad una fuga precipitosa: capita così in un villaggio abitato da pastori che vivono lontani dalla guerra in uno spazio idilliaco, dove chiede e ottiene di essere ospitata per qualche tempo nella speranza (vana) di dimenticare il suo amore infelice. L'opera, già attribuito a Carlo Loth, è piuttosto rimandabile alla produzione di Louis Dorigny, il pittore parigino che visse a lungo in Italia, a Roma, a Venezia e infine definitivamente a Verona, ove ottenne numerose commesse da veronesi ma anche da committenti veneti e lombardi, estendendo la sua attività di affrescatore da Bergamo sino a Udine. A Verona fin dall'inizio del secolo, le preferenze in campo pittorico andavano verso un linguaggio classicistico complesso nella composizione, ma pacato ed elegante, anche nelle grandi opere decorative. A questa pittura si uniforma il Dorigny, che in questa tela coniuga l'equilibrato classicismo di Simon Vouet (di cui era nipote) con i chiaroscuri appresi a Roma e la pacata eleganza veneta. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di inizio '900.

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Natura Morta con Fiori Uva e Funghi
ARARPI0150724

Natura Morta con Fiori Uva e Funghi

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Natura Morta con Fiori Uva e Funghi

Olio su tela. Scuola lombarda di fine '600-inizio '700. La ricca composizione propone un grande mazzo di fiori variopinti in un vaso sbalzato, vicino a un ciotola piena di funghi porcini e ad un grappolo d'uva: con diverse intensità di colore, i vari elementi naturalistici emergono dallo sfondo completamente scuro, creando effetti di luci ed ombre. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di inizio '900.

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Dipinto Festa di Paese
ARARPI0262382

Dipinto Festa di Paese

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Dipinto Festa di Paese

Olio su tela. Scuola fiamminga del XVIII secolo. Vivace e movimentata scena, che raffigura una festa popolare nel paese: un gruppo di uomini e donne davanti alla locanda del paese, riconoscibile dall'insegna, danza accompagnato dai musicanti sulla sinistra, mentre la gente all'intorno osserva, beve, chiacchiera. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dorata in stile.

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Alfonso Corradi
ARARNO0141443

Alfonso Corradi

Ricovero del Tridente 1916

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Alfonso Corradi

Ricovero del Tridente 1916

Olio su cartone. Firmato in basso a destra. Al retro presente il nome con il titolo, che ubica il piccolo scorcio in Macedonia nel 1916, durante la I guerra mondiale. Alfonso Corradi, nato in Emilia ma formatosi e vissuto poi a Milano, fu studente di ornato all'Accademia di Brera e per alcuni anni si dedicò anche alla scenografia. Si specializzò nel paesaggio e intraprese una carriera espositiva concentrata soprattutto a Milano. Il soggetto qui proposto, benchè a carattere paesaggistico, rientra in una produzione rara di una serie di piccoli quadretti, quasi bozzetti, che riconduce alla prima guerra mondiale, in particolare alla spedizione militare di un corpo italiano in Macedonia nel 1916, inviata dal governo allo scopo di contrastare le forze austro-ungariche e bulgare nel corso della prima guerra mondiale e di controllare quel territorio. Non si ha peraltro ha documentazione della partecipazione diretta del pittore a tale campagna bellica. Il dipinto è in cornice.

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Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino
ARARPI0135936

Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino

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Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino

Olio su tela. Nella bella composizione si vedono, appoggiati su una credenza di legno intarsiato, un cestino colmo di ciliegie, di cui alcune sparse sul piano, e un piatto colmo di ribes rosso, frammisti a foglie e a qualche fiorellino di ciliegio. Sul manico del cesto è appoggiato un cardellino; a incorniciare la composizione, sulla destra un grande mazzo di fiori variopinti in vaso, sulla sinistra un tendaggio rosso. Spiccano i colori vivaci dei frutti, dei fiori e della tenda, mentre il mobile d'appoggio si confonde con lo sfondo scuro, così come l'uccellino, distinguibile dallo sfondo scuro solo per il piumaggio bianco sulle ali e il contorno rosso degli occhietti. L'opera rientra nell' ampia produzione emiliana del XVII secolo di tale tipologia di soggetto, altamente decorativa. Il dipinto, restaurato e ritelato, presenta un cretto marcato e cadute di colore lungo i bordi.

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Natura Morta con Fiori Frutta e Zucche
ARARPI0150725

Natura Morta con Fiori Frutta e Zucche

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Natura Morta con Fiori Frutta e Zucche

Olio su tela. Scuola lombarda di fine '600-inizio '700. La ricca composizione propone un grande mazzo di fiori variopinti in un vaso sbalzato, vicino a due grosse zucche e a frutta mista (uva e pesche): con diverse intensità di colore, i vari elementi naturalistici emergono dallo sfondo completamente scuro, creando effetti di luci ed ombre. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di inizio '900.

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Grande Dipinto a Soggetto Mitologico
ARARPI0167017

Grande Dipinto a Soggetto Mitologico

La Favola di Apollo e Marsia

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Grande Dipinto a Soggetto Mitologico

La Favola di Apollo e Marsia

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII secolo. La grande tela deriva da un'incisione del 1562 ad opera del veneziano Giulio Sanuto, che riprendeva fedelmente l'opera omonima del Bronzino (1503-1572), attualmente conservata all'Hermitage; rispetto all'originale, l'incisione aggiunse il gruppo di Muse e modificò lo sfondo paesaggistico introducendo gli scorci dei paesi. L'opera è suddivisa in quattro scene, che vanno lette da destra verso sinistra. Nella prima scena è raffigurata la contesa musicale tra Apollo e il sileno Marsia, che suonava il flauto talmente bene da essere ritenuto superiore allo stesso dio; i due contendenti si stanno esibendo, il dio con la lira e il sileno con il flauto addirittura capovolto (per aumentare la difficoltà dell'impresa), davanti al re Mida e alla dea Minerva, riconoscibile dai suoi attributi, l'elmo, la lancia e lo scudo. Nella seconda scena Apollo è intento a scorticare Marsia, per punirlo dell'aver vinto la gara musicale; appoggiati per terra di fianco a lui, il suo mantello e la lira. Nella terza scena, è Re Mida ad esser punito dal dio per avergli preferito Marsia: Apollo sta infilando le orecchie d'asino a Mida, mentre Minerva assiste. Infine la quarta scena, in primo piano a sinistra, è caratterizzata da una figura particolare, identificata nel fedele servitore e barbiere del re: poichè Mida gli aveva ordinato di mantenere il segreto sulle sue orecchie d'asino, non potendo sfogarsi altrimenti, egli scavò una buca nel terreno e urlò lì dentro il suo segreto; in quel luogo però, la leggenda vuole che crebbe un cespuglio di canne che con il vento sussurravano "Re mida ha le orecchie d'asino", rivelando così il temuto segreto. Il dipinto è stato precedentemente restaurato e ritelato, ma necessita attualmente di eventuale ulteriore ripresa del colore. Sul retro a matita è presente una vecchia attribuzione alla scuola ferrarese ("Ercole da Ferrara"). E' presentato in cornice in stile di fine '800.

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Paesaggio con San Gerolamo penitente
ARARPI0148816

Paesaggio con San Gerolamo penitente

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Paesaggio con San Gerolamo penitente

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII-XVIII secolo. In un ampio paesaggio collinare piuttosto brullo, che si allarga sfumando sulla destra, si inserisce un alto roccione, conformato ad arco, sotto il quale vi è San Gerolamo penitente, raffigurato in atto di preghiera e di adorazione della Croce. Conformemente ai canoni della pittura del XVII-XVIII secolo, la figura del Santo, adeguata all'iconografia nelle vesti e nell'atteggiamento, è però inserita in un paesaggio poco consono, vicino a quello del pittore che si rifaceva alla realtà paesaggistica a lui nota. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile.

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Maurice Henry
ARARNO0150778

Maurice Henry

Les Bouches de Naples gemissent de Terreur ou de Plaisir 1969

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Maurice Henry

Les Bouches de Naples gemissent de Terreur ou de Plaisir 1969

Inchiostro su carta. Firma, data e titolo in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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Dipinto Paesaggio con Bestiame e Pastorella
ARARPI0262390

Dipinto Paesaggio con Bestiame e Pastorella

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Dipinto Paesaggio con Bestiame e Pastorella

Olio su tela. In un paesaggio di tipo nordico, con catene di monti di sfondo e verdi colline, è collocata in primo piano una piccola mandria di vacche, guardate da una pastorella che, seduta a riposare sul ciglio della strada, indica al cane al suo fianco il castelletto, probabile meta del loro tragitto. Il dipinto, ritelato, presenta piccole ma diffuse cadute di colore e graffi. E' presentato in cornice di inizio '900.

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